Approfondimento Erboristico
Mustard: il fiore di Bach di chi si ritrova triste senza sapere perché
Capita a chiunque: una giornata che sembrava scorrere bene, senza pensieri particolari, e all'improvviso un velo di tristezza che cala addosso senza un motivo riconoscibile. Non c'è un evento scatenante, non c'è un pensiero preciso a cui appoggiare quello stato d'animo. È semplicemente una nube che oscura il cielo interiore, tanto improvvisa quanto, spesso, passeggera.Nel sistema dei trentotto rimedi floreali individuati dal Dr. Edward Bach, questo stato emotivo ha un nome preciso: Mustard. In questo articolo vediamo che cosa rappresenta secondo la tradizione floriterapica, come si distingue da altri stati di malinconia descritti da Bach, e quale lettura ne propone la Floriterapia Energetica Integrata, che affianca alla tradizione inglese alcune chiavi di lettura provenienti dalla Medicina Tradizionale Cinese e dall'Ayurveda.
Che cos'è Mustard nella tradizione dei Fiori di Bach
Mustard (nome botanico Sinapis arvensis, la senape selvatica) è uno dei trentotto rimedi floreali classificati dal Dr. Bach. Secondo la tradizione a cui si rifà la floriterapia, questo fiore accompagna gli stati in cui la tristezza compare senza una causa apparente, cala come un’ombra improvvisa e poi, con la stessa imprevedibilità, si dissolve lasciando spazio nuovamente alla luce.
È una descrizione che richiama volutamente un fenomeno atmosferico: una nuvola scura che oscura il sole in una giornata altrimenti serena. Non prevedibile, non collegata a un pensiero specifico, e destinata – nella lettura tradizionale – a passare così com’è arrivata.
Questo aspetto è centrale per comprendere la funzione che la tradizione attribuisce a Mustard: non si tratta di uno stato di disperazione profonda né di una condizione cronica, ma di un’oscillazione dell’umore che si presenta come episodio isolato, per quanto possa essere vissuto con intensità nel momento in cui accade.
Mustard e gli altri stati di tristezza nel sistema di Bach
Il sistema dei Fiori di Bach comprende diversi rimedi collegati a stati di sconforto, ma ciascuno con sfumature proprie. Distinguerli è utile per capire meglio la specificità di Mustard:
- Sweet Chestnut è tradizionalmente associato a un’angoscia estrema, un punto di prostrazione che nella lettura simbolica viene descritto come il momento in cui si ha la sensazione di aver raggiunto il limite della propria capacità di sopportazione.
- Wild Rose viene invece collegato a una rassegnazione più cronica e diffusa, uno stato di apatia prolungata in cui manca lo slancio verso la vita, senza che vi sia necessariamente sofferenza acuta.
- Mustard, a differenza dei due precedenti, rappresenta secondo la tradizione una cupezza passeggera e improvvisa: arriva senza preavviso e se ne va allo stesso modo, senza lasciare uno strascico duraturo.
Questa distinzione è uno degli elementi più interessanti dell’impianto simbolico costruito da Bach: rimedi apparentemente vicini per tema (la tristezza, lo sconforto) vengono in realtà associati a qualità emotive molto diverse tra loro per intensità, durata e origine percepita.
La lettura energetica integrata: il Metallo e il velo di tamas
La Floriterapia Energetica Integrata (F.E.I.™) propone di affiancare alla tradizione originale di Bach alcune chiavi di lettura mutuate da altri sistemi di medicina tradizionale, con l’obiettivo di arricchire la comprensione simbolica di ciascun fiore.
In questa prospettiva, Mustard viene collegato alla Loggia del Metallo nella Medicina Tradizionale Cinese: l’elemento associato al Polmone, alla stagione autunnale e, non a caso, alla nebbia. È un’associazione coerente con l’immagine stessa del fiore: una foschia che vela temporaneamente la visione, proprio come l’autunno vela la luce piena dell’estate.
Nella lettura ayurvedica, invece, lo stato descritto da Mustard viene accostato al concetto di tamas, uno dei tre guna (qualità fondamentali della mente secondo questa tradizione), che nella filosofia indiana rappresenta l’inerzia, l’oscuramento, l’appannamento della chiarezza mentale (sattva), con una sfumatura che in questo caso viene descritta come vicina a kapha.
Va precisato che si tratta di letture simboliche e interpretative, pensate per offrire più chiavi di accesso a uno stesso stato d’animo, non di equivalenze scientifiche tra sistemi di medicina tradizionale differenti.
La segnatura floreale: il campo di senape e l'ombra della nube
Nella tradizione erboristica e floriterapica, ogni pianta porta con sé una “segnatura”, un’immagine che ne riassume simbolicamente il significato. Per Mustard, la segnatura è quella di un campo di senape selvatica dal giallo brillante, sul quale passa improvvisamente l’ombra di una nube.
È un’immagine che racchiude perfettamente il senso attribuito a questo rimedio: la luminosità di fondo (il giallo del campo) non scompare, viene solo temporaneamente oscurata. La direzione di riequilibrio che la tradizione associa a Mustard non è quindi “creare” luce dal nulla, ma piuttosto accompagnare il diradarsi della nube, lasciando che la luminosità naturale, già presente, possa tornare a manifestarsi.
Come viene tradizionalmente impiegato Mustard
Nella pratica floriterapica, Mustard viene generalmente utilizzato diluendo alcune gocce dell’estratto madre (stock) in un bicchiere d’acqua, da sorseggiare nell’arco della giornata. In alternativa, alcune gocce possono essere assunte direttamente al bisogno, nel momento in cui si avverte la comparsa di quello stato di cupezza improvvisa.
Per le modalità d’uso specifiche e le quantità consigliate è sempre opportuno fare riferimento alle indicazioni riportate sulla confezione del prodotto. Chi desidera una selezione dei fiori più adatti al proprio momento personale può inoltre rivolgersi a un naturopata per una consulenza individuale, dato che la floriterapia lavora spesso attraverso la combinazione di più rimedi scelti sulla base della situazione specifica della persona.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra Mustard e Sweet Chestnut?
Nella tradizione dei Fiori di Bach, Sweet Chestnut è associato a un’angoscia estrema e a un senso di aver raggiunto il limite della propria sopportazione, mentre Mustard è collegato a una tristezza improvvisa, senza causa apparente, che tende a passare con la stessa rapidità con cui è arrivata.
Mustard può essere assunto insieme ad altri fiori di Bach?
Nella pratica floriterapica è comune combinare più rimedi floreali in base allo stato emotivo complessivo della persona. Per una selezione personalizzata è consigliabile rivolgersi a un naturopata esperto in floriterapia.
Che cos'è la Floriterapia Energetica Integrata (F.E.I.™)?
È un metodo che affianca alla lettura tradizionale dei Fiori di Bach alcune chiavi interpretative provenienti dalla Medicina Tradizionale Cinese e dall’Ayurveda, con l’obiettivo di offrire una comprensione simbolica più ampia di ciascun rimedio.
La floriterapia può sostituire una cura medica per la tristezza persistente?
No. La floriterapia è pensata per accompagnare stati emotivi passeggeri secondo la tradizione naturopatica, non per diagnosticare o curare patologie. Una tristezza profonda, persistente o che interferisce con la vita quotidiana va sempre valutata da un medico o da un professionista della salute.
Quando la nube passa da sola, e quando serve altro sguardo
Mustard racconta, nel linguaggio simbolico della floriterapia, uno degli stati d'animo più universali e meno compresi: la tristezza che arriva senza spiegazione e se ne va con la stessa naturalezza. È un'immagine che molte persone riconoscono nella propria esperienza quotidiana, ed è forse per questo che continua a essere uno dei rimedi più consultati all'interno del sistema di Bach.Resta però fondamentale ricordare che la floriterapia si colloca nell'ambito del benessere naturopatico e dell'accompagnamento di stati emotivi transitori, non della diagnosi o della cura di condizioni cliniche. Se la malinconia non è occasionale ma si presenta in modo prolungato, intenso o ricorrente, il passo più corretto è sempre parlarne con il proprio medico o con un professionista della salute mentale, affiancando eventualmente – e non sostituendo – un percorso di consulenza naturopatica.
Le informazioni hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico o di altri professionisti sanitari.